lunedì 22 agosto 2011

Come ridurre del 50% gli "attacchi di cuore"



Uno straordinario post pubblicato da Sears nel suo blog dal titolo: “How to eliminate 50 percent of all coronary events” illustra chiaramente come riuscire ad eliminare il 50% degli eventi coronarici, in altre parole come poter ridurre una delle cause di morte più comuni.

Il post si apre con un riferimento alla Società Europea di Cardiologia che recentemente ha sostenuto che è possibile ridurre del 50% gli eventi coronarici, qualora si sia in grado di “stabilizzare” un particolare tipo di placche coronariche: quelle più piccole e morbide.
 
A differenza delle placche più grandi che è possibile individuare con l’angiografia e che sono trattate con il classico stent coronarico, le placce più piccole e morbide purtroppo non sono individuate con l’esame angiografico proprio a causa delle loro dimensioni troppo minute.
 
Quindi la relativa invisibilità conferita loro dalle dimensioni rende queste placche tanto pericolose quanto potenzialmente letali. Possono essere paragonate a un brufolo, ma quando si rompono, provocando la riduzione fino all’arresto del flusso di sangue al cuore, diventano dei veri e propri killer.

Sears afferma che in base a stime attuali ben il 75% di tutti gli eventi coronarici sono provocati proprio dalla rottura di questa tipologia di placche, e cosa ancora più drammatica, sono invisibili a qualsiasi tecnica di diagnostica per immagini. Perciò risulta praticamente impossibile stabilire quando andranno incontro a rottura.
 
Fin qui le cattive notizie, ora passiamo alle buone. È stato visto che questo tipo di placche piccole e morbide si sviluppa lentamente, in un arco di tempo di circa 10 anni, e che il loro sviluppo è fortemente influenzato dai livelli di insulina circolanti.
 
Cosa significa questo per chi (tutti penso) non vuol morire a causa di una piccola placca che si rompe nella coronaria senza preavviso? Per Sears ciò significa che una via di salvezza esiste ed è rappresentata da 2 valide contromisure che possiamo adottare facilmente e tempestivamente.
 
La prima cosa da fare è ridurre l’infiammazione dentro queste placche. E’ stato effettuato uno studio che ha utilizzato Omega 3 e ha evidenziato che elevate dosi di olio di pesce sono capaci di sfiammare e produrre un rimodellamento di queste piccole placche in soli 40 giorni. Già solo questo risultato per noi tutti è un valido motivo per assumere Omega 3 in maniera regolare e costante.
 
La seconda cosa da fare per cercare di ridurre la formazione di queste placche killer è tenere i livelli di insulina bassi. Uno dei motivi per cui l’insulina tende a salire è che il tessuto adiposo, il fegato e i muscoli sono per qualche motivo infiammati in maniera manifesta o in modo “silente” (vedi post: 15 miseri secondi). Il modo migliore per ridurre questa infiammazione sistemica è seguire una dieta anti-infiammatoria (la dieta a zona) e assumere Omega 3.
 
Poi per misurare l’effetto e l’efficacia di questi due provvedimenti esiste un semplice esame che i lettori di questo blog conoscono bene. Stiamo parlando ancora una volta del dosaggio ematico (e il relativo rapporto) dell’Acido Arachidonico e dell’EPA.

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Tratto da: http://www.zonediet.com/blog/