lunedì 19 settembre 2011

Come dimagrire senza avere fame


È possibile seguire una dieta dimagrante e allo stesso tempo non cadere preda dei morsi della fame? Grazie agli Omega 3 si può.

Un recente articolo comparso su “Cell Metabolism” fa chiarezza su cosa avvenga quando si segue una dieta dimagrante che comporti una forte restrizione calorica.

L’organismo inizia ad utilizzare in maniera massiva i grassi depositati nel tessuto adiposo per far fronte alla fisiologica richiesta di energia. È a questo punto però che gli acidi grassi entrati nel torrente ematico giungono in una regione del cervello chiamata ipotalamo provocando come effetto collaterale l’autodigestione di alcuni gruppi di cellule nervose.

L’immediata conseguenza è che da questo gruppo di cellule parte l’impulso alla secrezione di un potentissimo ormone induttore della sensazione della fame: l’AgRP. Sotto il suo effetto la fame “nervosa” diventa davvero incontrollabile al punto che può diventare praticamente impossibile riuscire a seguire la dieta.

Barry Sears* ritiene che uno dei grassi più importanti coinvolti nell’innesco di questa catena di eventi, che ci rende impossibile seguire la dieta senza soffrire la fame, è l’acido arachidonico. Sono trascori 20 anni da quando è stato chiarito che l’acido arachidonico aumenta nel sangue degli individui che seguono una dieta ipocalorica, ma solo recentemente si è arrivati a comprendere la portata degli eventi biochimici legati ad esso.

L’acido arachidonico quando entra massivamente nel flusso ematico uscendo dalle riserve di tessuto adiposo (durante una dieta ipocalorica), passa la barriera emato encefalica, arriva nell’ipotalamo e causa la morte dei neuroni. Come se non bastasse gli aumentati livelli di acido arachidonico: 1. inducono insulino resistenza 2. accendono l’infiammazione cellulare 3. aumentano gli endocannabinoidi con aggravamento della fame nervosa.

Quindi se vogliamo dimagrire senza soffrire la fame e non riacquistare più peso, il nostro obbiettivo primario deve essere quello di attenerci a una dieta ipocalorica, che contempli: 
  1. una ragionevole quota di grassi, così da contenere il rilascio esagerato di acido arachidonico
  2. un apporto adeguato di proteine magre
  3. il consumo di carboidrati a basso indice glicemico
  4. pochi acidi grassi della serie omega 6
  5. un’adeguata quantità di grassi monoinsaturi (olio di oliva) e soprattutto...
  6. un ottimale apporto di acidi grassi Omega 3. 

Una dieta che ha tutte quante insieme queste 6 caratteristiche è la dieta a Zona (vedi il post: la dieta a zona). La dieta a Zona ideata da Barry Sears è sostanzialmente una dieta mediterranea evoluta, che consente di moderare ad ogni pasto il carico glicemico grazie al bilanciamento dei macronutrienti e al maggior consumo di verdura e frutta non amidacea (maggiori dettagli al post: dimagrire con la dieta a zona).

Tornando al discorso precedente gli Omega 3 sono particolarmente importanti per questi 3 motivi:
  1. tagliano la via metabolica che porta al rilascio dell’acido arachidonico (vedi il post: meno omega 6, più omega 3)
  2. riducono l’autodigestione delle cellule nervose (ostacolando così la secrezione del potentissimo ormone “AgRP” che stimola la fame)
  3. inibiscono l’aumento degli endocannabinoidi anch’essi potenti induttori della fame “nervosa” (vedi il post: dimagrire con gli omega 3. vero o falso?).
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*riferimenti: www.zonediet.com/blog