venerdì 2 settembre 2011

Umore Depresso? Cambialo con gli Omega 3!


Uno studio pubblicato* a febbraio 2011 sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Neuroscience dimostra che:
  • gli Omega 3 sono davvero “cibo per la mente” e...
  • le “devastanti” conseguenze che una dieta a lungo povera dei preziosi omega 3 provoca sull’umore e lo stato emotivo.
Nei modelli animali l’insufficiente apporto alimentare di Omega 3 ha prodotto una depressione molto più grave rispetto al gruppo di controllo. In particolare la carenza di Omega 3 ha generato cambiamenti in un’area specifica del cervello: la corteccia pre-frontale, notoriamente implicata nei meccanismi di “ricompensa emotiva”.

Durante le analisi di laboratorio
i livelli dei due Omega 3: l’EPA e il DHA, sono stati trovati a una concentrazione molto bassa nella corteccia pre-frontale, mentre i livelli di Acido Arachidonico erano significativamente aumentati come pure il grado di infiammazione locale.

Questo studio aiuta a comprendere
il motivo e le basi molecolari per cui gli Omega 3 sono stati in grado di migliorare la depressione in diversi studi clinici (vedi anche: batti la depressione con gli omega 3).

Sears ritiene che il meccanismo alla base
di questo fenomeno sia legato alla riduzione della fluidità di membrana provocato proprio dalla diminuzione della concentrazione dei due Omega 3 (EPA e DHA) nel bilayer lipidico della membrana della cellula nervosa stessa.

In termini più tecnici bassi livelli di EPA e DHA
renderebbero più difficile la trasmissione dei segnali cellulari dall’esterno all’interno della cellula attraverso meccanismi che implicano la riduzione della funzionalità del “recettore attivato degli endocannabinoidi” e l’aumento della neuro-infiammazione. Ciò finirebbe con l’influire negativamente sulla completa espressione genica della cellula nervosa, con conseguente riduzione della sua normale funzionalità.

Ma per poter influire su questa
catena di eventi e produrre un cambiamento positivo nel decorso della depressione, Sears afferma che è necessario assumere una dose “terapeutica” di Omega 3. La quale può essere agevolmente determinata attraverso il dosaggio ematico di: AA, EPA e il loro reciproco rapporto (AA/EPA) (vedi anche: "Tabella fabbisogno Omega 3 EPA e DHA").

Insomma quando la nonna tanti anni fa
ci faceva prendere come cura ricostituente l’odioso cucchiaio di olio di fegato di merluzzo (antenato del più moderno e tecnologico Omega 3 purificato e concentrato) agiva davvero a fin di bene perché oggi studi epidemiologici confermano che un basso consumo di pesce (omega 3) si associa ad aumentato rischio di insorgenza di depressione.

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*riferimeti: http://www.zonediet.com/blog