mercoledì 18 luglio 2012

Omega 3 per la salute del cuore. Istruzioni per l’uso.



Buongiorno, vi scrivo in quanto soffrendo di problemi di cuore mi è stato consigliato di assumere un integratore di omega 3. Dato che in giro trovo pareri contrastanti, chiedo vostro consiglio circa la quantità di omega 3 che dovrei assumere. Potreste dirmi anche quando è meglio assumere l’integratore e per quanto tempo? Grazie per la vostra cortesia e disponibilità.

Buongiorno e grazie per la sua email. Possiamo innanzitutto dire che ha sicuramente ricevuto un ottimo consiglio riguardo l’utilità degli omega 3 nella salute del cuore (in passato ne abbiamo parlato in diversi post tra cui: “come ridurre del 50% gli attacchi di cuore” e nel post: “il cuore funziona meglio con gli omega 3"), ma come lei stesso ha avuto modo di constatare, non esistono indicazioni precise e univoche circa la quantità di omega 3 da assumere.

Volendo far riferimento agli studi condotti da Barry Sears (il noto biochimico americano ideatore della Zona), colui che probabilmente più di altri ha studiato l’impiego degli omega 3 anche in ambito clinico, è possibile tarare con precisione la dose personalizzata di omega 3, dopo aver effettuato il dosaggio ematico di due indici ematici: l’Acido Arachidonico (abbreviazione: AA) e l’Acido Eicosapentaenoico (EPA).

Il rapporto di questi due indici (AA/EPA, il cui range ottimale è compreso tra 1,5 e 3), fotografa la sua attuale condizione relativamente ad eccessi e carenze degli acidi grassi essenziali e fornisce indicazioni sulla quantità di omega 3 che può soddisfare al meglio le richieste del suo organismo. Molti laboratori privati conoscono questi due parametri ematici e sono in grado di effettuarne l’analisi e il dosaggio o in proprio o rivolgendosi a laboratori esterni in “service”.

In mancanza delle informazioni che il dosaggio ematico dei due indici sopracitati forniscono, per stabilire il proprio fabbisogno di omega 3 è possibile fare riferimento (sempre secondo Barry Sears) anche ad un altro indicatore, meno preciso del rapporto AA/EPA, ma comunque affidabile: il rapporto ematico dei valori dei Trigliceridi e del Colesterolo HDL.

La Harvard Medical School (veda anche il post: "omega 3 rapporto TG/Col. HDL") sostiene che il rapporto Trigliceridi/Colesterolo HDL è l’indicatore più predittivo di potenziale attacco cardiaco. Ebbene secondo Barry Sears in base al risultato che si ottiene da questa semplice divisione è possibile procedere come segue:
  • Quando il risultato è minore di 2, assumere 2,5 grammi di Omega 3 al dì (equivalenti a 4 capsule da 1 grammo al 60% di EPA e DHA, come quelle degli Omega 3 See Yourself Well™).
  • Quando invece il risultato è maggiore di 2: assumere 5 grammi di Omega 3 al dì (8 capsule) per 30 giorni, quindi tornare alla dose di 2,5 grammi.
In assoluta mancanza delle informazioni che queste analisi forniscono (sia il rapporto AA/EPA, sia il rapporto TG/Colesterolo HDL), è possibile dare solo delle indicazioni di massima circa la dosi di omega 3 da assumere quotidianamente in relazione alle condizioni di salute da lei descritte.

Ad esempio, attenendosi a quanto indicato dall’American Heart Association, un apporto di 900 mg di EPA e DHA in media al giorno (in pratica l’apporto alimentare quotidiano più una sola capsula di Omega 3 See Youself Well™) sarebbe già utile per il mantenimento della salute del cuore, riducendo in maniera significativa la mortalità cardiaca e quella correlata ad altre cause.

Per quanto riguarda la sua richiesta di informazioni circa quando assumere gli omega 3, il consiglio è di assumerli ai pasti (appena prima o durante), così da massimizzarne l’assorbimento. 

Infatti gli omega 3 sono un principio nutritivo di natura lipidica, pertanto sono meglio assorbiti nell’apparato digerente quando sono assunti insieme ad altri alimenti che contengono una quota di lipidi. Il “carico” lipidico stimolerebbe al meglio la secrezione degli enzimi preposti alla loro digestione e ne veicolerebbe in modo ottimale il completo assorbimento (veda anche il post: "Omega 3. Quando assumerli?").

Invece per quanto concerne il suo quesito riguardo quanto tempo assumere gli omega 3, è necessario innanzitutto ricordare che gli omega 3 sono acidi grassi essenziali e come tali, l’organismo non è in gradi di produrli da solo.

Per questo motivo, se l’alimentazione ne risulta carente (ed è facile che ciò si verifichi considerando gusti personali, difficoltà nel reperire pesce e scelte alimentari non bilanciate), è possibile impiegare integratori di omega 3 per periodi prolungati di tempo, con l'attenzione di scegliere quelli di qualità superiore, puri e sopratutto con certificato Ifos su tutti i lotti di produzione* (veda gli Omega 3 See Yourself Well™).

Ricordiamo che secondo Barry Sears, assumere omega 3 a dosi piene, come quelle da lui indicate sulla scorta delle analisi sopracitate, porta benefici all’organismo dopo circa 30 giorni di assunzione costante, mentre dal momento in cui si sospende l’integrazione, gli stessi regrediscono nello stesso periodo di tempo.

Da ciò si potrebbe desumere che coloro che preferiscono non fare integrazioni ininterrotte, potrebbero comunque trarre apprezzabili benefici da cicli di integrazione di 30 giorni intervallati da brevi periodi di pausa (ad esempio: 7-10 giorni).

Sperando di aver risposto in maniera il più possibile esauriente ai suoi quesiti, restiamo a disposizione per chiarimenti. Qualora volesse effettuare il dosaggio ematico del rapporto AA/EPA e/o del rapporto TG/Colesterolo HDL, le offriamo la nostra disponibilità ad interpretarne il risultato e a suggerirle le dosi “personalizzate” di omega 3.

*ATTENZIONE! Solo integratori di omega 3 ottenuti attraverso il procedimento della distillazione molecolare multipla e provvisti di valida certificazione di qualità (quale il certificato 5 stelle IFOS)  attestante i più alti livelli di concentrazione e purezza, possono essere assunti alle dosi indicate da Barry Sears in tutta sicurezza, per periodi proluganti di tempo (veda in proposito gli: Omega 3 See Yourself Well™).